FINISHER di Massimo D’antonio

ultimi 50 metri di corsa, due ali di folla impazzita che canta, balla e fa la ola. mani che si protendono in cerca di un cinque , apro le braccia nella speranza di poterli toccare tutti per questo sogno che mi stanno regalando. Eccolo,  meno di dieci metri, mi fermo, mi volto indietro e faccio un inchino; esplosione di applausi ed incitamenti, lo speaker annuncia Masimoooo from Italy. ritorno sui miei passi, indice della mano destra che dalle labbra va al cielo. guardo la medaglia che una delle tante meravigliose ragazze dell’organizzazione mi ha appena messo al collo senza che nemmeno me ne rendessi conto. Ho sempre saputo di essere emotivo, ma credo che oggi sia impossibile trattenere una lacrima di gioia. La ragazza che mi ha preso in consegna per accompagnarmi nell’area riservata agli atleti mi sta parlando, ma il mio sguardo inebetito la fa desistere. Un idiota mi chiede se sono stanco, la ragazza mi dice che  c’è il medico. Ho solo voglia di abbracciare la mia famiglia che è a    1500 km di distanza. un telefono; datemi un telefono! Ma cominciamo dall’inizio. Credo che nel ricordo di tutti sia ancora vivo quel 14/09/2003 a Nizza. In quella occasione avevo pubblicamente e solennemente declamato che mai pi mi sarei cimentato in sforzi del genere: la fatica dei 30 km di corsa mi avevano reso incline al credo ciabattofilo benchè traversato l’arco d’ arrivo ostentassi un certo contegno. In realtà con il trascorrere dei minuti andavo maturando quello che poi sarebbe diventato il tarlo della primavera 2004: Ironman. 11/07/2004. Francoforte ore 04.00. Il pettorale   il 5-69 e mai numero mi fu pi attagliato. Credo di essere stato l’unico ad aver dormito; gli altri penso abbiano avuto il tempo per contare tutto il parco ovino del pianeta, ma di sonnecchiare non c’è stato verso! Diego, Agostino, Virna, Daniela, Giovanni, Ugo, Fabio& Carletto? Credo che ormai le mie gare non abbiano pi un senso se non c’è lui. E si rinnova la sfida anche se ci sono segnali premonitori che depongono a suo favore: l’ abbigliamento Hawaiano sfoggiato una settimana prima in occasione della pizzata per definire gli ultimi dettagli della trasferta in terra alemanna. Che abbia giࠩn tasca il biglietto aereo per Kona? Colazione e via verso la zona cambio pensando a quanto tempo abbiamo trascorso assieme ad allenarci, soffrire, far soffrire, scherzare, insultarci. Oggi no, tutti muti, ognuno di noi sarà solo con se stesso pur sapendo che da qualche parte c  ualcuno che sta pensando a te. Ricevere 37 SMS alle 6 di mattina credo che sia il modo pi euforico per cominciare la giornata anche se siamo tutti molto tesi infatti, da un punto di vista meteo, il tempo non   ertamente estivo. Le previsioni parlano di pioggia, vento molto forte e la temperatura massima dovrebbe essere di 17/18 gradi. Tutto ci disorienta; diciamo tutto ed il contrario di tutto; io faccio la frazione di bici con la divisa estiva ed i manicotti. No anzi, la faccio con quella invernale. Forse meglio se mi tengo la maglia da bici sotto la muta e poi; beh senti, porto tutto in zona cambio e poi decido.  Si parte! 2000 atleti fasciati nelle loro mute nere sembrano tanti diabolik in attesa dello sparo che arriva in ritardo rispetto la tabella di marcia. Impensabile azzardare un ritmo, una traiettoria; Pugni, sberle, tallonate in faccia; di tutto. Con la mia proverbiale tranquillit࠭i metto in scia al branco di sardine che mi precede. Continuo a ripetermi: ; calmo ;calmo , ma le corde della racchetta da tennis di mia figlia Rossella al cospetto assomigliano pi ad un retino per le farfalle. Esco dal lago in 1h10 . Va bene! Zona cambio. La bici   i che mi aspetta da un po, la raggiungo, la spingo fino all ; uscita dell ;area e finalmente salgo in sella. Il tempo di percorrere 30Km e comincio a stramaledire Tony: in 3 mesi non siamo riusciti a strappargli una descrizione sommaria del percorso ciclistico. E finalmente la prima discesa. Non termino la frase che mi ritrovo per terra. Fortunatamente la velocità era modesta, ma soprattutto grazie ai guantini, che non volevo nemmeno mettere, mi sono salvato le mani. Del resto sono conterraneo di Muzio Scevola, che di cura delle mani se ne intendeva. Mi rialzo e incrocio lo sguardo preoccupato del pubblico che   i ammutolito, ma che sembra aver colto ogni sfumatura, diciamo folkloristica, delle mie innumerevoli imprecazioni ;.credo di non averne dimenticata nemmeno una. Spero solo che la caduta non abbia procurato danni meccanici. Attraverso un borgo medioevale con una leggera salita e fondo stradale in pavè. Sembra di essere in una delle tappe di montagna del giro d  Italia con la folla che chiude il percorso e si scansa all; ultimo istante; fischietti, campanacci, trombette; l’istinto mi dice che devo alzarmi dalla sella; mi sento un idolo delle folle ;ma gi ࠱50 metri dopo i pensieri sono diversi. Ad ogni modo non vedo l;ora di fare il secondo dei due giri previsti per rivivere l;esperienza. Verso l80 Km si ripete la scena: altra salita con altrettanta folla. Baccano infernale, non capisco pi nulla ..al  n piedi sui pedali. Arrivo in cima alla salita senza nemmeno rendermene conto; ho la pelle doca . Mi ci vorranno una decina di chilometri per riprendermi. Sto ricevendo una lezione di vita da un popolo molto pi evoluto di noi. Ne ho girati di posti e solo alla maratona di New York avevo visto qualcosa di simile. La variabilitࠤel tempo ha fatto si che molti se ne siano stati a casa, ma tanti, veramente tanti (si dice 300 mila spettatori), erano in strada a trascorrere una domenica di festa e non a lamentarsi per una chiusura TOTALE del traffico. Ogni paesino che attraverso si   rganizzato al meglio per supportarci, chi con uno stereo ad alto volume, chi con le trombette, i campanacci ;. Il vento si alza e cominciano i problemi; spingo, ma ho il terrore di non averne pi. Non posso vanificare tanti mesi di sacrificio e allora metto da parte la civetteria del riscontro cronometrico. fatta. Chiusa la frazione ciclistica in 5h55;. Secondo problema della giornata archiviato; il primo era la frazione di nuoto. Siamo alla resa dei conti: la maratona. Ho giࠥspresso le mie considerazioni su Filippide e quindi non mi ripeter��a gioia di aver depositato la bici nella rastrelliera non fa binomio con il passo rigido da robottino che evoca esattamente la mia corsa affidata alle sole componenti periferiche muscolari. Mi impegno a non guardare i cartelli con le indicazioni dei Km percorsi per non peggiorare la percezione della mia stanchezza e cos  ure rifiuto di guardare l;orologio. Devo evitare in tutti i modi di passare dal limbo ;sono stanco, ma vado; al ;non ce la faccio pi e mi fermo;. L;importante non   on cadere mai, ma sapere come rialzarsi. E; da un po; di tempo che vado maturando un sogno che spero di realizzare oggi. Non voglio solo finire la gara. Di pi. Voglio provare a gestire la crisi. Prima di partire mi avevano detto: ;rilassati che prima o poi arriva. E stai sicuro che arriva;. Sono qui che la attendo per viverla non come limprevisto che vanifica la pretesa di correre tutte le gare senza nemmeno provare un minimo di sforzo, piuttosto come un fatto inevitabile e del tutto normale. Mi continuo a ripetere ;credici, ce la puoi fare;, ;corri tranquillo, sciolto, ma non fermarti mai;. Grazie al tracciato della la frazione podistica che si dipana lungo le sponde del fiume Meno (3 giri da 14 Km) realizzo pian piano che tutto sommato sto facendo una gara non male; davanti a me giovanni e Daniela. Dietro, in netta rimonta, intravedo Fabio, Agostino e Virna. Fabio in poco tempo mi raggiunge e passa con in testa solo il tempo da battere e precisamente quell;11h16 totalizzato dalla squadra F che grinta. Che onore incrociare Stefan Holzner, Nina Kraft, Tim DeBoom, Peter Reid, Jurgen Zack; nomi che per il 99,99% delle persone non dicono assolutamente nulla. Con Agostino facciamo insieme tutto il secondo giro, il ringhio di Virna    pochi chilometri, ma non mi rassegno. Nel frattempo il pubblico   empre l chiamarti per nome ad ogni tuo passaggio; ormai dopo 6 passate li conosco quasi tutti. E mi chiedo chi glielo fa fare; sarebbero potuti andare al cinema, in montagna, ovunque. E invece sono qui a tifare non solo per i loro connazionali, sono l  er tutti e guai se non ci fossero stati. Terzo giro. Sto bene provo ad allungare leggermente la falcata;crampi&;tranquillo ;non mollare;. Finalmente il cartello con ;indicazione del 40 km ; mi ricompngo; dentro di me parte la solita marcetta finale; questa vota seleziono l;inno di Mameli; mani al cielo, sorriso di circostanza per le foto di rito, ;. Il resto lo conoscete gi஠Sono da poco passate le 19:00: Quindi Ironman archiviato in 11h43; per percorrere 3,8 km di nuoto, 180 Km di bici e 42,195 Km di corsa. Chi, prendendomi in giro, mi anticipava un risultato del genere ha ricevuto in cambio un vaffanculo che non voleva essere scaramantico, ma solamente la consapevolezza dei propri limiti. Nel frattempo ne sono accadute di cose nel mondo. Ma chi te lo fa fare? Non lo so, ma adesso smettete di spappolarmi le palle con questa domanda idiota. Lo faccio e basta;e sebbene sfinito sono proprio contento di averlo fatto; aver attraversato quella riga con scritto finish mi ha emozionato e il ricordo delle scariche di adrenalina pura mi accompagneranno nei giorni futuri. Cosa? La sfida? Quale sfida? Carletto? Ah. Non cai stata sfida tra me e lui, ma solo una sana e irrefrenabile voglia di prenderci in giro. Entrambi abbiamo centrato l;obiettivo, gi࠰erchui contava arrivare alla fine..provate per credere. Comunque il giovanotto non va a Kona e già uned attina   assato al mercatino delle pulci di Francoforte per mettere in vendita la divisa hawaiana. Tutti e 9 abbiamo concluso la prova; come sempre c;  hi   elice e chi lo   i meno. Grazie a Paolo per avermi seguito. Grazie alla mia famiglia per avermi sopportato. Grazie al Padova Triathlon per aver permesso che tutto ciò accadesse. Ora tocca a voi! E adesso? Per mesi ho organizzato ogni mia giornata in funzione degli allenamenti facendoli diventare parte integrante della mia esistenza, talvolta addirittura una religione se non una vera e propria ragione di vita& una schiavit. Ho perso di vista la motivazione che mi avevano indotto a indossare un costume, calzare le scarpe da bici e poi da corsa, trasformando gli allenamenti da benefica attivitࠣomplementare a pratica fine a se stessa. Debbo fermarmi e riprendere la rotta. Ma voi ci credete? Io nemmeno e l;anno prossimo replicherò

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domenica 15 luglio, mentre vi sto scrivendo sto pensando alla gara, me la ricordo minuto dopo minuto, è stata una emozione indimenticabile sotto tutti i punti di vista, tutti i consigli che mi erano stati dati sono stati utili dal primo all’ultimo per questo volevo ringraziare tutti quelli che si sono allenati con me per la loro pazienza: era il mio primo ironman! Grazie di cuore a fabio, max, virna, daniela, carlo, sergio, carletto, diego, paolo, fabio ughi, un rigraziamento particolare va a chi era a klagenfurt il giorno della gara, la loro presenza è stata importante per la carica che mi hanno dato, grazie ancora a sara, francesca, fabio, massimo, un grazie anche a chi non ha fatto Ironman per il loro interessamento.

Penso che questa esperienza mi arrichirà a ncora di piu per poter trasmetterla a chi vorrà cimentarsi in questa indimenticabile eperienza

ciao Oscar Targa

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Mattia
3:40 am suona la sveglia,mi alzo in fretta cercando di far meno rumore possibile per non svegliare Giorgia e Ludovico..
L’hotel prepara a noi triathleti la colazione alle 4,c’è chi non riesce a mangiare quasi niente,
chi come me mangia anche per gli altri..
siamo tutti in silenzio,tutti con i loro pensieri,con le loro prospettive per la giornata.
Finisco la colazione e salgo in camera per prendere la borsa e le borracce tenute nel frigo,
un rapido e simbolico bacio da lontano ai miei amori,chiudo la porta e in quel momento sento un brivido.. bon si parte!
esco in strada e ancora nell’oscurità,solo,
mi incammino verso la zona cambio,saranno circa quindici minuti a piedi su un bellissimo lungomare.
Respiro profondamente e cerco di concentrarmi,come mi ha insegnato coach Vick,ma lentamente si fanno visibili le boe
del nuoto e i pensieri vanno alla prima frazione di gara e alla famosa “tonnara”..
arrivo in zona cambio,gonfio i tubolari,metto la borraccia sulla bici,l’acqua nella borraccia aero da rabboccare ai ristori,
prendo dalla “bike bag” le scarpe che attacco sui pedali,chissà perchè non si poteva fare sabato al check in bike,
comunque ci metto poco e vado a prepararmi:costume,top e muta.
due battute con Nicola,un amico triathleta conosciuto quà,e mi butto in mare per due bracciate di riscaldamento…
tornando verso riva mi rendo conto dell’atmosfera incredibile,milleottocento atleti sulla spiaggia pronti a
dar battaglia e ancor più spettatori assiepati ovunque si possa vedere..
alle sette in punto,bum!! il colpo di cannone da il via alle danze…
parto bene,però ricevo subito due bei colpi in faccia,perfortuna gli occhialini rimangono al loro posto
anche se leggermente spostati..
nuoto calmo con belle bracciate lunghe,cerco di entrare in qualche scia ma la “tonnara” è ancora prorompente…
alla seconda boa,circa sui mille metri ritento di entrare in scia ma ricevo un altro colpo al labbro…
no,meglio che vada per conto mio!
esco sulla spiaggia per iniziare il secondo giro,(dicono che si chiami “all’australiana”)sui 31 minuti,
mi rituffo e via per i restanti 1900 metri..
ora è un pelo più calmo ma la stanchezza inizia a farsi sentire,esco dall’acqua in 1h e 3 minuti,super contento!
tolgo la muta e in un attimo sono in bici…
sono veramente felice,il nuoto è passato bene,e dopo due minuti  vedo la mia fidanzata e il mio bambino sotto l’albergo
a incitarmi come matti…
l’Ironman è così:un misto di fatica,sofferenza,gioia… l’Ironman è un viaggio esoterico..
ho ancora più carica ma mi dico di “star calmo” e andar via agile per i primi km come mi ha detto Vick..
il primo giro scorre via tranquillo,bevo e mangio regolare,
il secondo inizia ancora con il tifo dei miei due fans,che mi danno quella carica in più per affrontare mount pleasant,
un 12km leggermente in salita e con vento contro che iniziano a “farsi sentire”..
finalmente arrivo al giro di boa e dopo circa 5,6 km inizia il più bel tratto del percorso tutto in riva al mare.
il terzo giro inizia a pesare..
sono stanco ma stò andando bene,mancano 60 km..
passo di nuovo mt pleasant,poi mi butto verso il giro di boa,inizio a sentire male ai reni è l’ora per far pipì..
inizio ad avvertir dolore ad  entrambi gli alluci,non mi era mai successo e le scarpe mi sono comode…
forse la stanchezza ti rende più sensibile e ogni problemino,che magari durante gli allenamenti veniva poco percepito,
ora si moltiplica esponenzialmente…
al 159 km,me lo ricordo bene,mi dico che fra poco,come se non bastasse quanto fatto fin’ora c’è da correre una maratona!!!
per un pò provo sconforto,inizio a rendermi davvero conto di quanto sia dura una gara del genere
,poi pian piano il dolore ai pollicioni aumenta e
sono anzi contento di dover correre così,
mi dico,cambio gesto e non provo più dolore..
l’Ironman è così….
arrivo finalmente in t2 dopo 5h e 23 minuti,sento lo speaker che pronuncia il mio nome e dice qualcosa ma non capisco,
rapidissimo cambio e via….
corro bene,sono sui 4:40 al km,la gente ti fà un tifo tremendo,poi il fatto che all’Ironman hai anche il nome scritto
sul pettorale è un qualcosa in più che ti aiuta molto..
passo sotto l’albergo e provo una gioia indescrivibile quando vedo i miei due fans li ad incoraggiarmi..
giorgia mi urla tutto il suo amore,mentre Ludovico dal passeggino mi dice un “vai papà”…
emozionante!!!
sono al giro di boa,a questo ristoro ti danno anche dei braccialetti di diverso colore per far capire il giro
che si stà affrontando… corro con un buon ritmo anche se la fatica è indescrivibile per chi non ha fatto mai
una gara del genere,ma quello che avverto di più è uno strano malessere allo stomaco.
passo davanti alla zona cambio,bellissimo vedere così tanta gente che ti incita,prima gridavano “come on matteo”,ora
sento che quasi tutti mi chiamano “speedo man” forse perchè indosso solo costume e top.. non capisco..
ad un ristoro prima della zona dell’università,mi bagno con le spugne per il gran caldo ma questo è forse il colpo
“mortale” al mio stomaco..
forse un pò d’aria che c’è in questo punto del tracciato,il top bagnato sulla pancia fatto stà che devo fermarmi
per scaricare…
questo non ci voleva!! già si combatte con se stessi ogni metro per non mollare,per non fermarsi..
una sosta forzata così ti taglia veramente le gambe!!
riparto,voglio recuperare un pò ma è tremendamente dura,incontro un gruppetto di surfisti che “sventolano” le loro birre
e penso a quando venti chili fà sarei stato li con loro.. mi incitano anche loro alla grande,
mi vien da pensare se son stati loro a chiamarmi speedo man… mah..
inizio il secondo giro,il più duro mentalmente,ripercorri gli stessi metri ma sai che non sono per
l’ultima volta… penso all’amico Alessio,fortissimo Ironman,e alle sue parole:il guerriero sente il dolore ma non molla mai!
non voglio mollare,non voglio camminare e vado avanti,passo il cartello dei 21 km e mi vien spontaneo pensare che
un half iron sarebbe già finito… ma seppur le discipline son quelle,questo è un altro sport.
arrivo al terzo giro,è ancora lunga ma la strada è in discesa,
al solito punto non ci sono più i miei amori,è quello che speravo,saranno al traguardo.
a ogni punto di riferimento mi dico questa è l’ultima volta che ti vedo,non penso più a quanto devo fare,
ma ad arrivare correndo al successivo ristoro,li posso camminare un attimo per bere..
purtroppo però comincia come era iniziata,devo fermarmi un’altra volta,ho delle fitte forti allo stomaco..
mi fermo,sono arrabbiato perchè ho perso tempo e sopprattutto perche riprendere a correre
non è semplice…
mi passa per la testa la telefonata del giorno prima con l’amico di sempre “moschino” :mi raccomando non mollare!!
mi tornano un pò di forze.. dai dai mi faccio anche il tifo da solo!!
finalmente il cartello 39 km, meno 3 km penso subito alla distanza che c’è fra malcesine e casa mia,l’avrò fatta mille volte
in allenamento non sò come ma riesco anche ad accellerare un pò.. salto l’ultimo ristoro,voglio arrivare “a casa”..
poi l’emozione inizia quando vedi gli altri andare avanti e tu vieni indirizzato verso la “final chute”
striscioni e bandiere che ti portano nell’arena della “finish line”
davanti a me il traguardo e lo speaker che dice: come on matteo,”the speedo man” (ecco perche mi chiamavano così)
that’s the way he race all the day!!! un silenzio frastornante e aggiunge: YOU ARE AN IRONMAN!
PELLE D’OCA!!!!!
varco la finish line,uno dei tantissimi volontari mi mette la medaglia al collo,
mi chiede se voglio mangiare,bere,se ho bisogno di assistenza medica e massaggi,
io dico che voglio solo la mia famiglia,
la vedo,urlo,ci corriamo incontro,è emozionante,indimenticabile… ci abbraccciamo,ci baciamo..
il volontario che si occupa di me mi porta la maglietta “finisher”e poi ci accompagna alla tenda massaggi,
ho le gambe come tronchi,ma son troppo felice per sentir male,faccio il massaggio e la tipa mi chiede:
are you feeling well? per gentilezza le rispondo di si ma in realtà sono un pò lontano dal sentirmi bene..
quasi il tramonto,sono di nuovo sul lungomare,Giorgia porta Ludovico sul passeggino,più il mio borsone contenente
le swim-bike-run bag, io la bicicletta..
ben altri pensieri sulla via del ritorno,e soprattutto non sono più solo…
“incipit vita nova” mi prometto di essere più moroso,più papà e un pò meno triathleta…
grazie di cuore Giorgia per tutta la pazienza portata..
un abbraccio a tutta la mia famiglia,agli zii giovanna e manuel,gli ho emozionati e ne vado fiero..
grazie a tutti gli amici che mi hanno incoraggiato prima e complimentato poi..
un grazie speciale a coach Vittorio senza il quale non sarei arrivato così in alto e sopprattutto per la formidabile
preparazione.. oggi dopo un paio di giorni stò già benissimo!!
Matteo Andreis age group 35-39
swim 1h3′    bike 5h 23′     run 3h 59′       tot: 10h 32′       14° cat, 98° generale

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29 settembre 2010 – Oggi la World Triathlon Corporation (WTC) annuncia l’IRONMAN 70.3 in Italia, il primo assoluto in Italia della serie IRONMAN 70.3, programmato il 12 giugno 2011.

L’evento sarà ospitato dalla città di Pescara.

Dopo l’esperienza maturata nell’organizzazione di grandi eventi come per i Giochi del Mediterraneo nel 2009 e nota per le sue numerose attività del turismo all’aria aperta, Pescara rinnova la disponibilità a ospitare eventi sportivi di carattere internazionale.

La frazione natatoria di 1.9 km si svolgerà nelle acque calme e temperate del Mare Adriatico, partendo dal tratto di spiaggia vicino al centro della città (fontana di Cascella). Il percorso ciclistico di 90 km attraverserà le colline dell’Abruzzo e promette di portare gli atleti su un circuito impegnativo e suggestivo tra vigneti e uliveti. La mezza maratona conclusiva con 21.1 km si snoderà sul lungomare fiancheggiato da palme e attraverso il centro di Pescara per raggiungere il traguardo, nel cuore della città. La competizione mette in palio 35 slot per il World Championship 70.3.

L’articolo continua su: http://ironman-italy.com/it/media-2/

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E’ passata una settimana dalla gara…le gambe non mi fanno più male e ho voglia di allenarmi!!!! Lo rifarei? Si. Se guardo indietro il tempo mi sembra dilatato. Avevo concentrato i miei pensieri su quel giorno, mi sembrava di dover partire per una spedizione. Spedizione realizzare un sogno! Barrette, vestiti, occhialetti (non la muta direi, eh?)…tutto per un giorno, da tenere con cura per quel giorno, poi “chissenefrega”…il dopo non lo vedi, mi sembrava oltre un muro…!

La gara è stata come mi hanno sempre descritto : stupenda! La partenza a nuoto con tutte quelle persone che riempivano la zona fino allo start e la spiaggia…ovunque! Il nudista che a due minuti dal via urlava “SEMO FIGHIIII”…. mitico!! Poi lo start…un continuo zig zag fra i partecipanti cercando di non perdere mai di vista le boe per non fare troppa strada in più! Poi il tifo e la partecipazione lungo tutto il percorso… sento subito le voci della Franci, della Sara e la Daniela che si erano anche dipinte il tricolore sul viso! Mi hanno detto che all’uscita dall’acqua ero seria: e ci credo!! la bici è per me la parte più dura, ci sei tu, le salite, il vento e i tuoi pensieri. In bici infatti è stata durissima per me, al secondo giro la voce della Virna prima e di Vas poi mi hanno rassicurata, come svegliata da un brutto sogno…”daiii Valeee!!” la Virna, e “Sei stufa vero?” Vas…ma il bello è che in gara non pensi nemmeno “basta non ce la faccio più” ma…”basta non ho più voglia di nuotare, voglio la bici” e “basta bici, non vedo l’ora di correre!!!”. Se ascolti il tuo corpo e la fatica la mente si perde, ma se ascolti il tuo cuore senti che hai una sola possibilità: di finirla! e allora non ti ferma nessuno!! La maratona è stata la parte più bella della gara. Se ci penso vedo il fiume che luccica, i palazzoni, i ristori con i tappeti e striscioni rossi, i volontari: “ice” “wasser” “iso” “coke”…e la gente che fa il tifo…ovunque. E sento il mio fiato corto e…Vas a fianco! L’unica persona con cui avrei voluto correre, per molti motivi. Vason che mi ha accolta al primo allenamento dicendomi di lasciare in macchina il marsupio, che mi ha parlato dell’ironman durante il mio primo giro da 5 km e io gli ho quasi riso in faccia dicendo “si ma quelli sono dei matti” e lui ne aveva già fatti parecchi, l’unica persona con cui posso correre in gara senza sentimi a disagio o senza sentirmi obbligata a dire qualcosa, l’unico che se mi guarda mentre faccio fatica non mi vien voglia di tirargli un pugno :-) …e può anche dirmi su!

Se pensavo all’arrivo mi veniva da piangere e allora…non respiravo più!!! Quindi nemmeno ci pensavo! Pensavo solo al quarto braccialetto, quello più figo rosa glam come direbbe Tato! Una cosa sola mi dava fastidio : Le VUVUZELA! sotto a un ponte un ragazzino l’ha suonata e ho fatto un salto! Ma che dolore saltare e trattenere il fiato :-)

All’arrivo vedo tutti, Franci, Daniela, Matteo, Sara, Nicola, poi la Virna, Paolo e Testa con l’asciugamano dell’arrivo, la maglietta di finisher e la birra! Guido & Chicca, Michele,il nudista …ci siamo tutti, tutti contenti! Qualcuno ha detto “non si arriva ad un ironman senza una società alle spalle” io ho inevitabilmente penso “non avrei fatto triathlon fino ad ora se non ci fosse il Padova Trithlon” perchè non siamo solo una società, siamo molto di più! Una soddisfazione così personale se condivisa vale molto molto di più… Grazie a tutti….grazie Vason.

Ps: SONO UN’IRONMAN!!!!!! Yeeeeeeeeeeeee

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Ecco fatto… adesso lo posso dire, finalmente. Prima era solo una leggenda: l’ironman, che gara è?? Chi aveva gareggiato erano veramente uomini e donne di ferro? Chi lo avrebbe mai detto? Ho iniziato le mie gare agonistiche nel recente giugno 2007 (half marathon di Jesolo), mi sono iscritto al Padova Triathlon nel gennaio 2009 e nel luglio 2010 ho partecipato al mio primo ironman (eh si… il mio primo ironman, perchè sono sicuro che ne farò altri… intanto all’Elba nel prossimo settembre). Uno slogan diceva: ANYTHING IS POSSIBLE. E’ proprio vero… tutto è possibile… anche un ironman. Allenamento, tanto allenamento; sacrificio, tanto sacrificio; dedizione, determinazione, umiltà, testa e cuore, tanta testa e tanto cuore, sono solo alcuni sostantivi che descrivono ciò che sono stati questi ultimi cinque mesi; ciò che serve per affrontare la gara delle gare, forse l’ espressione più alta del triathlon, forse il sogno di ogni triatleta; ciò che serve per finire bene una gara così lunga. Venerdi 2 luglio, arriviamo a Francoforte. Io sono con moglie e figlio. E’ molto caldo… i preparativi della gara… il ritiro del pettorale… accidenti la muta è vietata, un colpo per tutti…e adesso quanto tempo ci metterò nel nuoto?… in giro tra i gazebo dell’ expo, un pò di shopping… la sera il pasta party… parliamo di tutto, ma non della gara… arrivano anche Giordano, Testa e Marini che sono venuti in auto trasportando tutte le bici… Sabato 3 luglio… tutti abbiamo il pettorale… ancora tra i gazebo dell’ expo… visita alla zona cambio bici/corsa… portiamo le bici al laghetto dove nuoteremo…ci controllano tutto…prepariamo la bici…sarà tutto a posto? domani ricontrollerò… La sera a cena… la tensione sale… Domenica 4 luglio… sveglia alle ore 3.45… colazione ore 4.15… prendiamo il bus verso il laghetto… ecco la bici, controllo, ricontrollo, gonfio le gomme, parliamo, sono molto molto teso… vedo mia moglie, mio figlio, Sara, Francesca. Una bacio a mia moglie e a mio figlio e poi via… alla fine non vedi l’ora di buttarti in acqua e di cominciare a nuotare, di cominciare, finalmente, questa gara. Esco dall’ acqua… non è andata male… via in bici, sto bene, mi sto divertendo…tanta gente, soprattutto sulle due salite più impegnative del percorso…via il primo giro… vedo i nostri tifosi… via il secondo giro…via di corsa, come correrò dopo 185 km in bici?? non sto bene, ho mal di stomaco… regolarizzo il passo, regolarizzo le soste ai ristori…ad ogni giro vedo i nostri tifosi, mia moglie, mio figlio che mi corre dietro per qualche metro e mi urla… via un giro, due, tre, sto meglio… esco dal circuito vedo la scritta 42km… alzo gli occhi al cielo… ringrazio mio padre che dall’ alto dei cieli mi ha spinto…e poi via sul tappeto rosso… quegli ultimi 200m solo miei tra due ali di folla urlante…vorresti che non finissero mai, a me sembrava di volare… il traguardo… è finita… è finita… sto bene… mi giro per guardare ancora quell’ ultimo tratto… un abbraccio e un bacio a mia moglie e mio figlio… è fatta… che gara meravigliosa, indimenticabile, indescrivibile… alla fine non ti ricordi nemmeno quanta fatica hai fatto… adesso sono anch’io un ironman…. Siamo arrivati tutti… stiamo tutti bene… siamo tutti contenti e sereni (merito dell’ allenamento!!!)… siamo stati tutti bravi… Il più bravo: Fabio Giordano, il più sfortunato: Guido Bassan (tre forature)… Adesso vorrei fare alcuni ringraziamenti: il primo a mia moglie e a mio figlio che mi hanno sopportato in questi mesi di gioie e dolori, senza di loro non ce l’ avrei fatta; il secondo al presidente Vason che con le sue massacranti tabelle (indispensabili), i suoi consigli, la sua semplicità ha fatto sembrare facile persino un ironman… e poi GRAZIE a tutti i cari amici della squadra e, soprattutto, a quelli che hanno condiviso con me questa indimenticabile esperienza iniziata un anno fa…

Ironman Germany: Link

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Ciao a tutti.

Da tesserato FiTri 2005, ormai triathleta a pieno regime, nonché una volta Ironman Klagenfurt e due volte Elbaman, ci tengo a ricordare delle regole fondamentali per un buon allenamento in vista degli obiettivi Ironman 2010.

Sia chiaro non sono parole mie, ma ho deciso di farle mie e divulgarle, con questo mezzo, considerato che all’incontro organizzato per i futuri Ironman 2010, non ho visto una grande partecipazione delle “spine”.

Perciò eccole:

1- fino a fine gennaio il programma dall’allenamento è obbligatorio per tutti Ironman e non, ovvero se si salta una seduta, si comincia male e poi è impossibile recuperare;

2- da febbraio il programma sarà dedicato e specifico per gli Ironman o futuri Ironman 2010, ovvero nel gruppo di lavoro non dovranno esserci altri atleti non Ironman;

3- il gruppo di lavoro dovrà essere compatto, anche se saranno diversi i livelli individuali di preparazione, si inizia una sessione di allenamento e si finisce insieme;

4- al martedì sera si farà il lungo a piedi e a seguire importantissimo fare sempre la sessione di nuoto;

5- nel periodo di allenamento, da gennaio a giugno compresi, è fondamentale la partecipazione alle gare in calendario, che pianificheremo assieme.

Vi aspetto domani. Un saluto. Fabio G.

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