Rubrica: Comunicati Stampa | [ lunedì 27 luglio 2009. ]

Quattro chiacchiere con...

a cura di Stefania Signora

Cognome Garaventa; Nome Vittorio detto “Vick”; Nato il 08.08.1971 ad Abano Terme (Pd); Misure 71 kg e 1,80 m di altezza; Stato civile Celibe; Residenza Montegrotto Terme (Pd); Hobby Disegno e lettura; Segni particolari … bellissimo; Società sportiva Padova Triathlon; Segno zodiacale Leone; Professione Personal Trainer; Ultimo successo Ironman di Klagenfurt 2009; Prossimo obiettivo Il podio di categoria all’Ironmen dell’Elba 2009

Per Vick, la passione per lo sport è sempre stata una costante, sin da adolescente. Durante la sperimentazione delle più disparate attività sportive, porta a termine gli studi, si diploma come Grafico Pubblicitario ed inizia a lavorare presso gli Uffici di Marketing di uno Studio Grafico poi cambia e, per un azienda di materie plastiche, copre il ruolo di Responsabile Italia e Pubbliche Relazioni. Nel frattempo si lascia sedurre dal narciso mondo delle palestre ed è proprio con la pratica del body building che capisce che i suoi obiettivi devono essere diversi, cambia l’atteggiamento mentale e accantona la staticità della palestra per cercare il movimento e così, per la gioia del padre, scopre la corsa. Vivendo nello sport e con lo sport, Vick supera le sua timidezza, ammorbidisce il suo carattere un po’ troppo rigido, diventa più socievole e disponibile. Durante la sua crescita come persona e come atleta, prende sempre più consapevolezza che la sua inclinazione è l’insegnamento: ama lo sport e ama condividere le sue esperienze e le sue conoscenze con gli altri perciò la scelta più logica è assecondare la sua passione ed inizia a studiare come allenatore presso il CONI di Milano. Vick in questo modo cresce culturalmente approfondendo gli aspetti meramente tecnici delle discipline sportive ma è la frequentazione con il suo preparatore atletico per il mezzofondo Giuseppe Zuin della VIS Abano che lo porta a “farsi le ossa” sul campo. Un problema alla spalla lo avvicina al nuoto che, col tempo, da sport riabilitativo diventa un altro sport da coltivare con passione finchè un giorno, per caso, si ritrova a seguire alla TV la cronaca dell’Ironmen delle Haway e un pensiero gli passa per la mente che poi diventa un sogno ed infine, l’Obiettivo: “..voglio farlo anch’io!” Si avvicina al triathlon tra il ’96 ed il ’97 frequentando la piscina di Abano Terme dove conosce e prende confidenza con l’ambiente della società sportiva Padova Triathlon. La preparazione fisica in palestra, i sacrifici nella corsa, nel nuoto e nella bici, le sue conoscenze come Trainer e la sua curiosità di saperne sempre di più, lo stile di vita rigoroso e senza eccessi, l’attenzione alle esigenze del suo corpo che sa ascoltare e interpretare, la gestione intelligente nell’alimentazione su basi fisiologiche, la ricerca dei materiali tecnici migliori per ottenere le massime prestazioni sono, come dice lui, il suo “doping”. Nel 2000 fa il suo primo Ironmen ma è con il secondo nel 2001 che ottiene la qualifica per i Campionati Mondiali di Ironmen e così realizza il suo sogno e centra l’Obiettivo: le Haway! Per Vick fare sport significa libertà, emozione, sintonia tra corpo e mente, appagamento dei sensi, raggiungimento della massima espressione della sua essenza, quando lo pratica “…Vittorio Garaventa diventa Vittorio Garaventa..” e ancora “..lo sport è uno scaccia pensieri perché quando lo fai, tutto passa in secondo piano, è una medicina nei momenti tristi ed un antistress nei momenti difficili di tutti i giorni..”. Nel 2003 il destino lo mette alla prova, una pericardite virale con interessamento anche del miocardio lo atterra. Per un anno scompaiono le forze e con esse, l’atleta di un tempo, con un tracollo non solo fisico ma anche mentale. Nel 2004 la ripresa, poco per volta, senza strafare, con caparbietà, determinazione e fiducia in sé stesso fino ad arrivare ai giorni nostri e all’Ironmen di Klagenfurt 2009, “la rivalsa”, con un personale di 9h17’56”. La prima cosa che risponde Vick alla domanda “..parlami di Klagenfurt 2009..” è che, aver battuto alla vigilia dei quaranta, il suo personale fatto a trent’anni, è una soddisfazione immensa, prima ancora del risultato in se. Poi racconta delle sensazioni non troppo incoraggianti durante la settimana prima della gara, della tensione pre-gara, della mischia in acqua che ha interferito fino all’ultimo con la prestazione, della frazione in bicicletta che si è rivelata più una gran fondo che una gara di triathlon e della stupida penalità di 6’ inflittagli al 176° chilometro, della maratona a 4’20” al chilometro fino al 32° e poi la stanchezza e la crisi ed infine la voglia di finire, il centro città, la gente e il traguardo vicino. All’arrivo la scoperta di aver fatto il suo personale, la gioia, il rilassamento dopo tanta tensione e l’intervista di una TV Austriaca perché anche primo tra gli Italiani in gara… Ora Vick ha un carattere forte e sa quello che vuole. Affronta con consapevolezza le sfide confidando sulla sua forza di volontà con coraggio, grinta e determinazione. Dopo la malattia qualcosa è cambiato, ha preso coscienza del fatto che la vita può riservare delle brutte sorprese, ma questo non deve impedire di andare avanti. Vick vuole lasciare un messaggio legato alla sua brutta esperienza “..nei momenti difficili, quando pensi che il mondo ti stia crollando addosso, devi tirar fuori il meglio di te, devi crederci e, senza nasconderti dietro l’autocommiserazione, devi combattere e vincere le tue battaglie..”. Della sua passione Vick ne ha fatto una professione che esercita seguendo i suoi “discepoli” nelle tre discipline con meticolosità e dedizione, si allena con loro e si avvale di collaboratori per ottimizzare la preparazione a 360°. D’altra parte, i suoi risultati sportivi sono senza dubbio un ottimo biglietto da visita.

di:Stè , [lunedì 27 luglio 2009.] | Visite: 529 , Popolarita: 2
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