Rubrica: IronMan | [ mercoledì 20 maggio 2009. ]

Lungo Candia 2009

Domenica 17 Maggio. Mi sveglio alle 4, ma cos’è questa strana agitazione? E’ il Lungo di Candia!!! Già alle 5e mezza in zona cambio si aggirano triatleti assonnati che si preparano, poi pian piano sorge il sole, il clima è più frenetico…il breafing e poi..tutti vicini al lago pronti per iniziare!

Il via arriva in fretta, c’è una strana luce rossastra e nell’acqua ancora scura si muovono tante cuffie. Ho in mente tante frasi dette nei giorni precedenti, alcune in allenamento, che mi ricordano “come sono arrivata qui”: “Magna sempre” “Non ti agitare che tanto ne hai di tempo che fai ora a stufarti!” “metà di fisico e metà di testa” "Ma no il cappello sul letto..."

“la crisi aspettala che tanto viene” “trova una risposta alla domanda…”

“non provare niente di nuovo in gara” "cosa fai la Tabbella a metà con la Sara?" "sono incenerita" "questo è l’ultimo allenamento pesante...SEEEEE!" “fai la pipì nella muta che ti scaldi” “non stà vardare gli altri”..."devi trovare la tua dimensione".

Frasi e volti, che mi ricordano che dietro una gara c’è sempre una storia, un periodo passato dedicandosi a qualcosa che vedi un po’ come un sogno...e se il sogno è condiviso, è ancora più bello. Ed ecco il VIA…sono 4 km a nuoto, in due giri con l’uscita dall’acqua. Passano in fretta, c’è meno “tonnara” del solito.

E cerco di seguire bene la scia lontana dei primi che mi hanno già staccata per evitare di allungare ulteriormente e poi, via la muta e si parte in bici!

Tre giri da 40 Km. Insomma: presi singolarmente…che sarà mai! L’importante è NON pensare mai al totale…!

Il percorso è un po’ ondulato (tranne per Vas, lui dirà che è un “piattone” come al solito!!!).

Cerco di recuperare in discesa andando a tutta per stare nella media, perchè è vero, quando sei li...dai tutto.

E così arriva anche l’ultimo giro e via verso la zona cambio.

Prendo i gel della salvezza, il cappellino anti giramenti di testa (non ero mica ancora convinta di farcela) e poi parto: 4 giri in un percorso in parte sterrato con sassi malefici, andata e ritorno. In tutto 30 km. Inizi a vedere i compagni di squadra…un saluto, un cenno, una parola. Intanto le gambe sono sempre più dure…pensi che...accidenti è davvero lunga. Ma poi l’ultimo giro di boa arriva e all’arrivo ci sono i compagni di squadra che fanno il tifo. Sfinita ma taaanto felice! Un grazie alla nostra squadra, alle persone che ci sono sempre, e quando serve sanno capire e dire proprio quello che ti serviva, per fare un passetto in più, per non mollare.

E complimenti a tutti...perchè ogni gara è un’avventura!

di:valentina , [mercoledì 20 maggio 2009.] | Visite: 691 , Popolarita: 5
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