Allenatori ed allenati
da un atleta parlando del suo allenatore: "[...] la soddisfazione che provi quando qualcuno, anche se non ne hai voglia, ti stimola e ti fa superare quella soglia del dolore che crea piacere è semplicemente meravigliosa..."
da un vecchio e saggio allenatore parlando di qualche suo "atleta" : ad un cieco non serve una stella cometa per cambiare direzione, ma un abisso improvviso sotto i piedi.
Tapascione indica un soggetto che corre, ma che è agli antipodi dell’atleta. Il termine è di origine lombarda e deriverebbe da " tapasciada " (grande faticata); tipico partecipante alle manifestazioni non competitive, il tapascione è colui che usa lo sport per stare in compagnia, condivide fatiche e piaceri della corsa e del "dopo corsa", coltivare rapporti sociali (da "per correre la maratona" di C. C.).
Potessi scegliere il motto della mia giovane esistenza, non esiterei a sposare una frase del pugile statunitense Cassius Marcellus Clay: «Ho odiato ogni minuto di allenamento ma mi dicevo: non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita da campione». don Marco Pozza.
"Sono sempre stato un cane sciolto. Avanti tutta, come un navigatore solitario. Mai avuto padrini, né sponsor. Mai fatto parte di lobby di potenti dirigenti, mai goduto del favore di giornalisti condiscendenti o di raccomandazioni. Se ho ottenuto qualcosa lo devo a me stesso, alla mia determinazione e alla passione che ho messo nella mia carriera. E sono orgoglioso di essere un grande professionista, magari non un grande allenatore, ma certamente un professionista e un uomo perbene". (M. Franzelli - D. Scarnati, Carlo Mazzone. Una vita in campo, B.C.Dalai, Milano 2010)
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